I prodotti tipici eoliani: cosa gustare di buono a Filicudi

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Tutto l’arcipelago delle Eolie e così anche l’isola di Filicudi sono conosciute per i buonissimi prodotti tipici che garantiscono ad isolani e turisti pranzi e cena da sogno. Si tratta di una cucina ricca di sapori contrastanti, questo dovuto alla storia delle isole di questa arcipelago e così anche dell’intera Sicilia, dove nell’antichità c’è stato un susseguirsi di culture diverse che, intrecciandosi e unendosi, hanno lasciato una ricca eredità culinaria. Ogni ricetta prevede l’impiego di erbe aromatiche che, grazie ad un uso sapiente, rendono i piatti ricchi di fragranza e sensazioni inaspettate. Ecco alcuni dei prodotti e piatti tipici che non potrete non assaggiare una vota giunti sull’isola!

 

Il cappero eoliano

La produzione di capperi, rosmarino, basilico, origano, pomodorini, melanzane, uniti alla pesca hanno fatto in modo che i prodotti locali venissero conosciuti in tutto il mondo.

La pianta del cappero è composta da un unico ceppo arbustivo da cui, a raggiera, si propagano i morbidi rami. Si tratta di una pianta molto diffusa nell’intero arcipelago, che cresce spontaneamente nei terreni vulcanici. I capperi sono i boccioli non ancora dischiusi dei fiori, raccolti manualmente e conservati rigorosamente sotto sale marino.

Questo prodotto unico è uno dei grandi protagonisti delle ricette eoliane; lo troverete negli antipasti, nelle insalate, nei primi piatti e nel pesce o semplicemente accompagnato con del pane.

 

I pomodorini a Pennula”

I pomodorini eoliani assumono caratteristiche differenti rispetto agli altri pomodori, grazie al microclima del luogo, vento abbastanza umido e un’escursione termica tra le più basse del nostro Paese. Questi pomodorini, oltre ad avere la forma leggermente allungata da cui ne deriva il nome, si distinguono per il loro gusto particolarmente dolce. La raccolta avviene nella stagione estiva, durante la quale vengono appesi in larghe ruote di vimini per essere poi consumati nel periodo invernale.

 

La Malvasia 

La Malsavia, conosciuta anche come “vino dei vulcani”, è una bevanda il cui nome deriva da una leggenda cristiana risalente all’occupazione musulmana. Secondo questa leggenda, un villano, che trasportava un’anfora con vino moscato e si era imbattuto in un governatore, pregò Dio affinché tramutasse il vino in malva, esclamando “malva sia”. La produzione di Malvasia risale ai tempi dei greci che introdussero, nel IV secolo a.C., l’omonimo vitigno. L’ invecchiamento, che si protrae tra i tre e gli otto anni, dona al vino un profumo ampio con sentori di ginestra, un gusto deciso ma dolce con note di tamarindo. Le sue diverse versioni lo rendono ideale per ogni pasto: dai primi piatti, ai secondi, al dolce, con la versione del “Passito”, ottenuto dal medesimo vitigno ma con una lavorazione diversa. Infine anche la versione più liquorosa, che presenta un bouquet che ricorda l’albicocca e la pesca, al palato si presenta morbido, aromatico e persistente. La gradazione alcolica minima è di 20 gradi.

I dolci eoliani

Filicudi, come tutto l’arcipelago delle Eolie e la Sicilia, tra i numerosi vanti conta quello della tradizione dolciaria. I dolci tipici eoliani sono esempio chiaro dell’abilità dei pasticceri siciliani, basti pensare ai dolci a base di frutta e frutta secca: paste alle mandorle, ai pistacchi e alla noci. E poi ancora alle creme e le farciture che danno vita a grandi prelibatezze come i cannoli, le cassate, ecc. Ma vere chicche della tradizione eolica dolciaria, spesso servite ad accompagnamento di una bicchiere di Malvasia sono i così detti “Sesamini”, fragranti biscotti composti da una pasta frolla ricoperta di sesamo, tradizionalmente offerti a fine pasto. I “Giggi” che possono essere mangiati a fine pasto accompagnati anch’essi dalla Malvasia, composti da palline di pasta fritta ricoperti di una glassa ricavata da vino cotto e zucchero ed infine anche i “Piparelli”, biscotti a base di mandorle, ottimi da inzuppare nella Malvasia, dal sapore esaltato dall’equilibrio tra mandorle e miele.

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